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Suino, sale e tempo… La lavorazione segue queste tre semplici regole: cosce di suino selezionate solo dai migliori allevamenti italiani, sale marino italiano proveniente esclusivamente dalle saline di Margherita di Savoia e una lunga stagionatura ad aria naturale.
Le cosce attentamente selezionate vengono salate a mano e conservate in apposite celle di salagione a temperatura ed umidità controllata.
Al termine del periodo di salagione, le cosce vengono poste a riposo in appositi locali di stagionatura muniti di particolari finestre, strette e lunghe, che hanno lo scopo di fornire un’adeguata circolazione dell’aria.
La parte magra della coscia viene ricoperta con un sottile strato di sugna, un impasto di puro grasso suino con aggiunta di sale, pepe e farina, per permettere la lenta maturazione del prosciutto.
Al termine della stagionatura si effettua il rito della puntatura. Un ago ricavato dall’osso di stinco di cavallo viene inserito in più punti della massa muscolare. L’ago, che assorbe gli aromi, viene annusato dai maestri stagionatori per verificare le caratteristiche del prosciutto.
Dopo una stagionatura di almeno 18 mesi, il prosciutto è pronto per esprimere tutta la sua dolcezza, aromaticità e un sapore inconfondibile di Irpinia.

LAVORAZIONE DEL PROSCIUTTO

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a lavorazione del prosciutto segue queste tre semplici regole: suino, sale e tempo. Cosce di suino selezionate solo dai migliori allevamenti italiani, sale marino italiano proveniente esclusivamente dalle saline di Margherita di Savoia e una lunga stagionatura ad aria naturale.

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e cosce attentamente selezionate vengono salate a mano e conservate in apposite celle di salagione, a temperatura e umidità controllate.

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l termine del periodo di salagione, le cosce vengono poste a riposo in appositi locali di stagionatura muniti di particolari finestre, strette e lunghe, che hanno lo scopo di fornire un’adeguata circolazione dell’aria.

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a parte magra della coscia viene ricoperta con un sottile strato di sugna, un impasto di puro grasso suino con aggiunta di sale, pepe e farina, per permettere la lenta maturazione del prosciutto.

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l termine della stagionatura si effettua il rito della puntatura. Un ago ricavato dall’osso di stinco di cavallo viene inserito in più punti della massa muscolare. L’ago, che assorbe gli aromi, viene annusato dai maestri stagionatori per verificare le caratteristiche del prosciutto.

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opo una stagionatura di almeno 18 mesi, il prosciutto è pronto per esprimere tutta la sua dolcezza, aromaticità e un sapore inconfondibile di Irpinia.